L’azienda agricola alleva principalmente “Knabstrupper”,  la più antica razza di cavalli maculati presenti in Europa, meglio conosciuto dai bambini (e dai grandi) come il cavallo di Pippi Calzelunghe. Cavalli maculati erano presenti in Danimarca già dal 1100, ma fu con il 1600 che una razza ben definita venne fissata in Danimarca, a partire dalla fusione di progenitori danesi, spagnoli e napoletani. La razza Knabstrupper rappresenta pertanto uno degli ultimi esempi di cavallo europeo, con origini ben tracciabili a quel cavallo napoletano che ha rappresentato per secoli un vanto dell’allevamento italiano, ma che è stato lasciato estinguere per insipienza culturale.

Il cavallo Knabstrupper presenta due caratteristiche fondamentali che lo hanno reso famoso nel mondo: la prima il mantello maculato che rappresenta una caratteristica vistosa e attraente che lo contraddistingue e lo differenzia in maniera inequivocabile e netta dagli altri cavalli (spesso vengono associati agli Appaloosa per il mantello maculato, ma le origini delle due razze è nettamente diversa),  la seconda è il carattere molto intelligente e pronto ad imparare, tanto che gli allevamenti sono stati saccheggiati, prima dai circhi, poi da privati per l’ottenimento di soggetti di ottima indole, pronti ad imparare e molto docili. Ciò ha determinato un impoverimento del pool di riproduttori, che si è di conseguenza riflesso in una diminuzione costante della consistenza numerica della razza.

 L’Associazione Italiana Knabstrupper, in accordo con l’Associazione madre Danese, vuole promuovere un programma controllato per l’allargamento del pool genetico, con lo scopo di arrivare in alcune generazioni ad una autosufficienza della razza, mantenendo comunque sia le caratteristiche morfologiche, che di colore e di carattere dei knabstrupper.

Le fattrici warmblood europeo approvate fattrici in rassegna, possono dare origine ad un puledro iscrivibile nello stud-book Knabstrupper.

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